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Una risorsa da proteggere
Bene spesso sprecato nei paesi ricchi, scarso ed il più delle volte inquinato in quelli poveri, l’acqua è sicuramente tra le risorse che hanno più bisogno di valorizzazione a livello mondiale. Si stima che sulla terra vi siano circa 35 milioni di metri cubi d’acqua dolce, di cui ben 24 sotto forma di ghiacciai e nevi perenni, quindi non fruibili; ne restano 11 milioni di metri cubi, decisamente troppo pochi.
Ciononostante, l’acqua continua ad essere sprecata e degradata in tutto il mondo, sia nelle aree urbane che nelle zone rurali. Il 18% della popolazione mondiale non ha accesso all’acqua potabile ed il 40% non può contare sugli impianti sanitari basilari. Ogni giorno, circa 6000 persone, per lo più bambini, muoiono per motivi legati all’acqua, alla sua scarsità o alla mancanza d’igiene. Persino in Italia la mancanza d’acqua rappresenta spesso un problema che i cambiamenti climatici cui stiamo assistendo non fanno che aggravare. I millimetri di pioggia caduti sul nostro paese sono di anno in anno sempre meno e sono nel frattempo in aumento gli eventi estremi, come piogge molto intense e di breve durata che il suolo non riesce ad immagazzinare. La scarsità d’acqua è un problema che riguarda tutto il nostro pianeta, quindi proteggere questo bene prezioso, garantendone la distribuzione a tutti i popoli della terra senza inutili sprechi dovrebbe essere la priorità di tutte le nazioni del globo.
(fonte: Altroconsumo)

Il risparmio idrico
Si utilizza soltanto il 3.5% dell’acqua potabile a disposizione per bere e cucinare, il resto se ne va in docce, lavaggio di bucato e stoviglie, sciacquoni, pulizie varie e, purtroppo, perdite o rubinetti lasciati distrattamente aperti. Ma come imparare a farne un uso responsabile, ecosostenibile e privo di sprechi? Ecco alcuni semplici consigli:
_scegliete sempre il ciclo economico della lavatrice e fatela lavorare a pieno carico, risparmierete sia acqua che energia elettrica
_un carico completo di stoviglie lavato a macchina richiede un minor consumo d’acqua rispetto allo stesso lavaggio effettuato a mano
_per lavare i piatti a mano conviene raccogliere la giusta quantità d’acqua nel lavello e lavare con quella, per risparmiare alcune migliaia di litri d’acqua all’anno
_quando ci laviamo i denti, le mani o i capelli, o ci radiamo la barba, teniamo aperto il rubinetto solo per il tempo necessario
_preferiamo la doccia al bagno, risparmieremo un terzo d’acqua
_ applichiamo il frangigetto a tutti i rubinetti di caso: sfruttando il principio della turbolenza, miscela aria al flusso d’acqua e crea un getto più leggero ma ugualmente efficace
_innaffiamo le piante di sera, quando il sole è calato e l’acqua sparsa su piante e prati non evapora immediatamente
_per terrazzi e giardini scegliamo sistemi d’irrigazione a micropioggia programmabili, che possono funzionare anche di notte quando i consumi sono più bassi
_per piccole annaffiature, possiamo sfruttare l’acqua già utilizzata per lavare frutta e verdura
_meglio spazzare i vialetti con una ramazza che con la canna dell’acqua
_non trascuriamo le perdite di rubinetti e WC, si possono sprecare anche 100 litri d’acqua al giorno! Una corretta manutenzione o una piccola riparazione possono farci risparmiare tanta acqua potabile altrimenti dispersa!
_non usiamo il WC come cestino della spazzatura ed adottiamo gli scarichi intelligenti
_non esageriamo con il lavaggio dell’auto, per la quale si impiegano ben 150 litri d’acqua ogni volta!
_riciliamo l’acqua raccogliendo l’acqua piovana con delle bacinelle, da riutilizzare per innaffiare, e quando facciamo scorrere l’acqua in attesa che diventi calda, raccogliamola in una bacinella e riutilizziamola per innaffiare le piante; per lavare frutta e verdura, teniamole in ammollo, utilizzando l’acqua corrente solo per sciacquare.
(Fonte: Altroconsumo)

Come scegliere l’acqua minerale
_Leggete sempre bene l’etichetta e privilegiate le acque oligominerali.
_Evitate le acque troppo gassate, sono più dissetanti ma provocano acidità
_Leggete sempre i valori relativi al residuo fisso a 180°C, nitrati, sodio, fluoro e solfati: contenuti elevati di queste sostanze possono avere serie controindicazioni per la salute
_Controllate sempre l’integrità della confezione e la data di scadenza: pur non essendo un prodotto deperibile, l’acqua in bottiglia non andrebbe conservata per più di due anni dalla data d’imbottigliamento

Le acque minerali in bottiglia
Un decreto legislativo del 1992 che recepiva una direttiva europea stabilisce che le acque minerali in bottiglia devono essere pure alla sorgente e tali devono rimanere fino al consumo, senza alcun trattamento di potabilizzazione. Purezza da intendersi sia in senso chimico che microbiologico.
Queste le principali tipologie di acque minerali in bottiglia:
_minimamente mineralizzate: hanno un contenuto di Sali minerali inferiore a 50 mg per litro, sono acque leggere, povere di Sali minerali e quindi in grado di favorire la diuresi e di facilitare l’espulsione di piccoli calcoli renali
_oligominarali: hanno un contenuto di Sali minerali non superiore ai 500 mg per litro, sono ottime acque da tavola, adatte ad essere bevute quotidianamente, contengono poco sodio e svolgono un’ottima azione diuretica
_minerali: hanno un residuo fisso compreso tra 500 e 1000 mg per litro, contengono una percentuale consistente di Sali minerali e non devono essere bevute in quantità eccessiva (fino ad un litro al giorno), avendo cura di alternarle con acque oligominerali; hanno applicazioni diverse a seconda del tipo di sostanze in esse presenti, come calcio, zolfo, magnesio, bicarbonato ecc.
_ricche di Sali minerali: hanno un residuo fisso di oltre 1500 mg per litro, sono molto ricche di Sali quindi devono essere bevute specificatamente a scopo curativo e su consiglio medico; si acquistano in farmacia, alcune anche al supermercato
Fonte: http://www.lenntech.it/acqua-minerale/composizione.htm#ixzz1ETvuWJHD

Acqua, istruzioni per l’uso
Non esite al mondo alcuna risorsa importante per il genere umano e per l’ambiente quanto l’acqua. Essa costituisce dal 50 al 60% in peso del nostro corpo e interviene in tutti i processi vitali del nostro organismo: permette la digestione, l’elaborazione dei cibi e l’eliminazione delle scorie. Ogni giorno beviamo acqua o cibi a base di acqua per riempire le nostre riserve metaboliche.
Ma da che cosa è composta l’acqua che beviamo? Di cosa dobbiamo tenere conto nel momento in cui scegliamo l’acqua da portare a tavola ogni giorno?
La formula chimica dell’acqua è H2O, due atomi di idrogeno ed uno di ossigeno, ma come tale l’acqua esiste soltanto in forma distillata. Si avvicinano all’acqua distillata l’acqua piovana, la neve ed il ghiaccio. In natura l’acqua contiene, seppure in piccole tracce, dei minerali importanti per la nostra salute: si tratta di sali e oligoelementi sciolti durante i passaggi attraverso il suolo o il lungo percorso di ruscelli rocciosi.

_calcio (Ca), indispensabile nel nostro organismo per la costruzione di denti ed ossa, per la giusta coagulazione del sangue e per il buon funzionamento del sistema nervoso. Un eccesso di calcio può alterare il sapore dell’acqua o causare incrostazioni in tubature o elettrodomestici. Il contenuto di calcio non deve scendere sotto i 60mg/l, per non rischiare disturbi coronarici.
_ magnesio (Mg), importante per numerose funzioni metaboliche e per l’attività muscolare e nervosa; il fabbisogno giornaliero pro-capite è di 150-500 mg
_sodio (Na), importante regolatore metabolico degli stimoli nervosi e muscolare; a causa di un’alimentazione già ricca di sale, è consigliabile bere acqua con valore sodico al disotto di 20 mg/l, soprattutto per persone ipertese e bambini piccoli.
_cromo (Cr), oligoelemento importante purchè non vengano superati determinati valor e non si trovi in combinazioni tossiche o cancerogene, dovute ad inquinamenti industriali; non esistono ad oggi livelli di assunzione giornaliera raccomandati
_rame (Cu) essenziale per la nostra salute, risulta tossico a livelli elevati: se ne raccomanda un fabbisogno giornaliero di 1,2 mg
_ferro (Fe) importante per i bambini e per le donne in età fertile, se ne raccomanda un fabbisogno giornaliero di 10 mg e l’OMS consiglia un valore massimo di 0,3 mg/l, laCEE di 0,2 mg/l. Eventuali aumenti non sono dannosi per la salute anche se rendono l’acqua poco gradevole da bere
_cloro (Cl) importante costituente dei liquidi organici se ne consiglia un consumo giornaliero di 7.15 mg
_manganese (Mn) il suo fabbisogno giornaliero, pari a 2-3 mg, è normalmente coperto dall’alimentazione; una sua concentrazione eccessiva nell’acqua non è dannosa ma fa insorgere gli stessi problemi del ferro
_ selenio (Se) tossico se in dosi elevate, è un importante antiossidante, utile per combattere i radicali liberi e prevenire l’invecchiamento; il fabbisogno giornaliero raccomandato è di 40 picog,e d una sua carenza può innalzare il rischio di tumori e disturbi cardiovascolari
_fluoro (F) utile per la salute di ossa e denti, è inutile in età adulta, soprattutto se aggiunto; i valori di fluoro utili al nostro organismo sono molto vicini a quelli tossici, quindi una somministrazione non mirata e personalizzata comporta rischi di sovradosaggio ed avvelenamenti cronici

Altre sostanze inorganiche tossiche
Esistono numerosi minerali tossici nei rifornimenti idrici e normalmente sono contenuti in livelli elevati. Gli impianti di trattamento e potabilizzazione fanno un ottimo lavoro riducendoli a livelli di sicurezza. Essi possono penetrare nell’acqua superficiale o freatica attraverso sorgenti naturali, scarichi industriali, scorrimenti da aree agricole o urbane, dalle pareti dei condotti idrici o persino fonti domestiche.
L’elenco delle sostanze organiche che si possono trovare nell’acqua potabile come residuo di lavorazioni industriali è lungo, vengono qui di seguito elencati e brevemente descritti i più diffusi.
_fosfati, provengono principalmente da detersivi e concimazioni, e livelli superiori a 0,1 mg/l sono indice d’inquinamento
_solfati, Sali di acido solforico combinati con ioni di metalli, vengono immessi nei corpi idrici dall’atmosfera, e nell’atmosfera dal traffico stradale, dalle industrie e dalla produzione energetica
_nitrati e nitriti, principale fonte di azoto per le piante, e costituenti essenziali degli acidi nucleici e degli amminoacidi, devono limitarsi a 10 mg/l in acqua; alte concentrazioni sono dovute all’intervento del’uomo (concimazione, inquinamento atmosferico dovuto al trasporto)
_alluminio (Al), molto abbondante sulla crosta terrestre, è poco importante per la nutrizione umana, presentando effetti tossici anche in piccole quantità; l’OMS raccomanda una concentrazione inferiore a 20 mg/l
_arsenico (As), tossico anche in dosi basse, la sua tossicità varia in base alle concentrazioni soprattutto negli alimenti, dove ha una valenza diversa, in quanto svolge alcune funzioni metaboliche benefiche per il nostro organismo
_cadmio (Cd) metallo pesante altamente tossico e cancerogeno
_mercurio tossico o meno a seconda dei suoi legami chimici, l’OMS ne suggerisce l’assunzione giornaliera di 0,3 mg per una persona che pesi circa 60kg
_amianto, molto dannoso può raggiungere l’acqua potabile attraverso sorgenti naturali, tubature costruite da un composto di cemento ed amianto o dall’atmosfera
_cloro (Cl), la clorazione è il trattamento più utilizzato in Italia per eliminare dall’acqua i batteri che potrebbero causare problemi sanitari; la legge ammette 30 mg/l di cloro, mentre le direttive europee segnalano 1mg/l, raccomandando una concentrazione il più bassa possibile
Composti chimici organici
Provenienti direttamente da piante ed animali, ne esistono oltre 100.000 composti differenti, molti dei quali decisamente tossici.
_fitofarmaci, tra le sostanze maggiormente sotto accusa
_tensioattivi, sostanze usate nei detersivi per ridurre la tensione di superficie dell’acqua, permettendole di bagnare meglio i tessuto
_inquinamento microbiologico, cioè virus, batteri e parassiti
Fonte: http://www.lenntech.it/acqua-minerale/composizione.htm#ixzz1ETvuWJHD

Trattamenti domestici: evitiamo il “fai da te”
Colore, sapore, odore non ci convincono? Le cause possono essere molte, se i problemi persistono, meglio contattare l’acquedotto, evitando soluzioni “fai da te”, o scegliere un’acqua oligominerale di qualità!

Filtri domestici
Facendo leva sui timori legati alla qualità dell'acqua, fiorisce il mercato dei filtri casalinghi: una spesa corposa che può tranquillamente essere evitata. Il rubinetto, sottoposto a controlli severi e giornalieri, è una garanzia. A volte, però, luoghi comuni e scarsa informazione portano a convinzioni errate e a preoccupazioni, spesso infondate, sull'acqua da bere. Alimentate dalla persuasione della pubblicità.

Perché i filtri non servono
I filtri domestici possono correggere il sapore di cloro o eliminare le eventuali tracce di alcuni inquinanti, ma questa proprietà si rivela inutile visto che già in partenza l'acqua di rete è pulita e quando sono presenti tracce di sostanze indesiderate sono sempre al di sotto dei limiti di legge.
Peraltro, se non si fa una manutenzione più che egregia, gli impianti di filtrazione possono essere un insidioso ricettacolo di batteri. Inoltre addolciscono troppo l'acqua, scendendo sotto il limite di durezza consigliato per legge: un eccesso che alla lunga potrebbe rappresentare un problema per alcune categorie di persone, come bambini e anziani.

Una spesa che si può evitare
Davvero filtrare l'acqua costa poco, come promette la pubblicità? A meno di particolari problemi nell'acqua di rete della vostra zona (invitiamo i gestori degli acquedotti a fare più attenzione al processo di disinfezione, in particolare ai cloriti) spendere soldi per acquistare un impianto è una spesa inutile e corposa: l'investimento iniziale si aggira in media sui 2.000 euro, cui vanno aggiunte le spese di manutenzione periodica. Se pensate che ci sia qualcosa che non va, fatevi analizzare l'acqua di casa. In caso di problemi è l'acquedotto che deve intervenire, le soluzioni casalinghe rendono poco.
Se invece il problema è il gusto, e in effetti l'acqua potabile non ha sempre un buon sapore, comprate quella in bottiglia: alla fine dell'anno almeno avrete risparmiato un po' di soldi rispetto a un impianto di filtrazione domestica.
(fonte: Altroconsumo)

Caraffe filtranti: fuorilegge per la procura di Torino
Sono inutili e talvolta peggiorano la qualità dell`acqua. Così si è espressa la procura di Torino in merito alla denuncia presentata da Mineracqua, la federazione italiana delle industrie delle acque minerali, sulle caraffe impiegate per filtrare l’acqua potabile del rubinetto. Tale affermazione è scaturita dopo le analisi di laboratorio disposte dalla Procura di Torino, i cui risultati sono stati trasmessi il 4 maggio scroso dal pm Raffaele Guariniello al Ministero della Salute ed all’Istituto Superiore di Sanità: adesso spetterà a loro ogni decisione in merito.
Secondo le analisi effettuate da Ivo Pavan, docente presso l’Università di Torino, le caraffe filtranti non migliorano affatto la qualità delle acque del rubinetto ma possono diventare un pericolo per i oggetti a rischio, come diabetici o cardiopatici. Per quanto concerne invece la durezza dell’acqua (quantità di calcio e magnesio), i valori si abbassano ma i filtri non vanno impiegati con le acque che hanno durezza inferiore ai 19 gradi francesi: in tal caso andrebbero persi i sali minerali.
Sempre dalle analisi effettuate è emerso come nell’acqua vengono introdotte sostanze non presenti nell’acqua del rubinetto (ammonio, argento, sodio e potassio) e che il ph sale a livelli fuorilegge (9,5 contro il limite di 6,5) divenendo così non potabile.
(Fonte: Mondo Horeca 11 maggio 2011)

 
 
 
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